Il Tribunale della Spezia ha riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente anche a favore di una docente precaria con incarico fino al 30 giugno, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al rilascio del beneficio da euro 500,00.
La ricorrente, assistita dagli Avv.ti Giacomo Grande e Andrea Ricci, aveva prestato servizio a tempo determinato nell’anno scolastico 2024/2025 senza ricevere la Carta docente prevista per la formazione e l’aggiornamento professionale degli insegnanti.
Con sentenza pronunciata all’udienza del 28 aprile 2026, il Giudice del lavoro del Tribunale della Spezia ha accolto il ricorso e ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a rilasciare alla docente la Carta elettronica del docente, con una provvista di euro 500,00 per l’anno scolastico 2024/2025, oltre interessi legali o rivalutazione monetaria se maggiore.
La Carta docente spetta anche ai docenti non di ruolo
Il Tribunale ha richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui la Carta docente non può essere riconosciuta soltanto agli insegnanti di ruolo.
In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato che il beneficio spetta anche ai docenti non di ruolo che abbiano ricevuto:
- incarichi annuali fino al 31 agosto;
- incarichi fino al termine delle attività didattiche, quindi fino al 30 giugno.
La finalità della Carta docente è quella di favorire la formazione e l’aggiornamento professionale del personale docente.
Per questo motivo, l’esclusione automatica dei docenti precari risulta ingiustificata quando il docente abbia svolto attività di insegnamento nell’ambito del sistema scolastico, con funzioni analoghe a quelle del personale assunto a tempo indeterminato.
Il caso deciso dal Tribunale della Spezia
Nel caso esaminato, la docente aveva prestato servizio con incarico di supplenza su organico di fatto fino al 30 giugno.
Il Ministero non aveva riconosciuto il beneficio, riservandolo al personale docente di ruolo.
Il Tribunale, applicando i principi espressi dalla Corte di Cassazione, ha invece ritenuto fondata la domanda della ricorrente, rilevando che la docente era tuttora inserita nel sistema scolastico.
Proprio per questa ragione, il Giudice ha riconosciuto il diritto all’attribuzione della Carta docente in forma specifica, cioè mediante il rilascio della Carta elettronica con il relativo importo.
Il diritto sussiste anche in caso di orario ridotto
Un aspetto rilevante della decisione riguarda anche l’eventuale svolgimento del servizio con orario ridotto.
Il Tribunale ha precisato che il fatto che il docente a tempo determinato non svolga un orario completo non costituisce un motivo sufficiente per escludere il diritto alla Carta docente.
Secondo il Giudice, infatti, anche il docente con orario ridotto ha diritto all’aggiornamento professionale.
Non vi sono quindi elementi normativi che impongano di ridurre proporzionalmente il beneficio in base alle ore di servizio svolte.
La condanna del Ministero
Il Tribunale della Spezia ha dichiarato il Ministero dell’Istruzione e del Merito tenuto a rilasciare alla docente la Carta elettronica del docente.
Il Ministero è stato condannato:
- al rilascio della Carta docente per l’anno scolastico 2024/2025;
- all’attribuzione della relativa provvista di euro 500,00;
- al pagamento degli interessi legali o della rivalutazione monetaria, se maggiore;
- alla rifusione delle spese di lite.
Chi può richiedere la Carta docente
La decisione è importante per i docenti precari che, negli anni scolastici precedenti, abbiano svolto supplenze senza ricevere la Carta docente.
In particolare, possono valutare la possibilità di agire i docenti che abbiano avuto:
- supplenze fino al 30 giugno;
- supplenze fino al 31 agosto;
- incarichi a tempo determinato per uno o più anni scolastici;
- mancato riconoscimento della Carta docente da parte del Ministero.
Il diritto può riguardare anche annualità pregresse, purché non prescritte.
Conclusioni
La sentenza del Tribunale della Spezia conferma il diritto dei docenti precari a beneficiare degli strumenti di formazione professionale previsti per il personale scolastico.
La Carta docente, infatti, non rappresenta un beneficio collegato al solo contratto a tempo indeterminato, ma uno strumento destinato a garantire l’aggiornamento e la qualità dell’insegnamento.
Per questo motivo, anche i docenti con contratto a termine possono richiedere il riconoscimento del beneficio, ove ne ricorrano i presupposti.
Lo Studio assiste docenti e personale scolastico nella valutazione dei presupposti per richiedere il riconoscimento della Carta docente non percepita.